La storia di La Caso d’Elva
Dall’amore per Elva nasce un albergo diffuso che unisce ospitalità, recupero architettonico e sostenibilità. Un progetto iniziato più di trent'anni fa, per far rivivere un borgo di montagna ristrutturandolo con rispetto e attenzione per l'ambiente
Maura e Dario hanno creato, nel cuore delle Alpi cuneesi, tra il Pelvo, Chersogno e Marchisa, La Caso d’Elva, immersa nel verde della Valle Maira. Un albergo diffuso che mette a disposizione degli ospiti 3 appartamenti e 11 camere in edifici ristrutturati con cura e attenzione ai dettagli, all’insegna del comfort e della sostenibilità.
1500+
11
3
1
La Storia
Situata a 1.703 metri di altitudine, Elva è un piccolo centro montano di grande fascino che conta 28 borgate. Le strette vie che si snodano silenziose tra le montagne, i vasti panorami sulla Valle Maira e la sensazione di profonda connessione con la natura ne fanno oggi un luogo ideale per un turismo attento, consapevole e rispettoso della natura. Eppure, le sue bellezze naturalistiche, i suoi tesori artistici e il suo passato da protagonista di uno dei commerci più vitali e rigogliosi d’Italia, quello dei capelli, fino a trent’anni fa Elva appariva come un luogo dimenticato dai flussi turistici e abbandonato dai residenti.
La Borgata Isaia, in particolare, un tempo dimora di contadini e allevatori, era completamente deserta. L’aspetto trascurato della borgata, tuttavia, non ha scoraggiato Maura e Dario, che scelsero nel 1994 la Borgata Isaia per le loro vacanze.
Il fascino dei luoghi e l'amore per la montagna ha trasformato questa prima idea in un progetto più ambizioso, fino a realizzare un albergo diffuso che ha restituito vivacità e bellezza a tutta la borgata recuperandone le strutture nel rispetto delle forme e dei materiali.
”Per 30 anni Elva è stata la casa in cui abbiamo creato innumerevoli ricordi con i nostri amici più cari. Oggi, questa stessa casa è aperta a tutti.”
— Maura
La decisione di creare un albergo diffuso è stata anche guidata dalla volontà di produrre un impatto ambientale positivo: queste strutture ricettive sono discrete e non hanno richiesto nuove costruzioni perché valorizzano edifici esistenti che erano stati abbandonati.
Maura e Dario hanno portato avanti la lenta e complessa opera di ristrutturazione, per oltre 30 anni. Le vecchie pietre sono state accuratamente lavate e riutilizzate per la ricostruzione di ogni edificio, salvaguardando le architetture originali e preservando così l’autenticità del luogo.
”Un albergo diffuso non è immediatamente riconoscibile: si mimetizza perfettamente con l’architettura locale, riportando in vita borghi dimenticati, le loro tradizioni e l’ospitalità nelle case.”
— Dario
Durante la ricostruzione della borgata, particolare attenzione è stata rivolta anche alla sostenibilità ambientale. Ogni casa è stata costruita con materiali riciclabili, quali legno e acciaio, e dotata di pannelli solari di ultima generazione capaci di fornire acqua calda e riscaldamento.
L’isolamento termico, portato ai massimi livelli, garantisce abitazioni a basso consumo energetico, facili da gestire e confortevoli per gli ospiti sia in estate che in inverno. Le fonti energetiche alternative sono state sfruttate al massimo con l’installazione di una batteria di pannelli fotovoltaici, che producono oltre 20 KW di corrente, abbinati a batterie di accumulo utilizzabili nei momenti di maggior richiesta.
Grazie al progetto di Maura e Dario, la Borgata Isaia è rinata, diventando un albergo diffuso che accoglie chiunque desideri trascorrere una vacanza rigenerativa a contatto con la natura.