C'è anche La Caso d'Elva tra le pagine di La Repubblica: la rubrica La Curiosità, in un inserto di fine maggio 2026, ha dedicato un articolo alla nostra storia, "undici camere e una piccola tavola sostenibile" in Valle Maira.
L'articolo racconta il percorso di Maura Biancotto: tra i fondatori di Slow Food, quasi quarant'anni dietro le quinte dei grandi eventi del movimento — dai primi Saloni del Gusto alle trasferte in Messico e a Chengdu, fino alla memorabile cena del 2003 a Pompei, organizzata sotto la pioggia per seicento persone — e poi oltre vent'anni alla presidenza dell'Albergo dell'Agenzia di Pollenzo, il progetto voluto da Carlin Petrini.
E infine il ritorno alla montagna: il recupero della borgata Isaia a Elva, iniziato nel 1994 insieme a Dario Falcone. Prima gli appartamenti, poi l'albergo diffuso, infine la nostra osteria la tàula de m'aura, dove l'accoglienza segue gli stessi principi coltivati in una vita di Slow Food: ospitalità, prodotti locali, sostenibilità e relazioni umane, ma in scala ridotta.
"Abbiamo fatto grandi cose, adesso sono cambiati i numeri, ma non la filosofia."
Grazie a La Repubblica per aver raccontato con queste parole lo spirito con cui, ogni giorno, apriamo le porte di casa a chi sale fino a quota 1.703 metri per scoprire Elva e la Valle Maira.